Maggio 16, 2024
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Un’affascinante pezzo di storia dimenticato negli angoli di un antico hotel

Alpago Novello, nel 1933 così la descriveva: “Gustose figurazioni incise, mongolfiere, barchette, scene di danze, ad accompagnare un momento di svago, di leggerezza con un bicchiere in mano”.

Questa è la breve storia di un ritrovamento, di quelli che ormai vivono solo nei ricordi di mercanti su piazza da così tanto tempo da poter ricordare l’epoca in cui scoperte di questo tipo erano decisamente più consuete.

Un grande albergo chiuso da molti anni nel pieno centro di Milano, circostanza di per se già inconsueta, ancora completamente arredato dall’ultimo “restyling” degli anni 90 che lo fa assomigliare di più a una pensione termale convenzionata INAIL che al grande albergo il cui fasto è testimoniato ancora dalla sua architettura razionalista (forse anch’essa di Cassi) che fa da dirimpettaio al cugino di Portaluppi dall’altra parte della Piazza.

Non c’è elettricità, è quasi buio, fa caldo e nulla attira la nostra attenzione, ma ecco che dietro pile di sedie si intravvede un riflesso, è lei! Riposizionata chissà quante volte ( il bar si trovava originariamente in un edificio contiguo), dalla cornice di sostegno capiamo che si trova in quella sala almeno dagli anni ’70. Unica vestigia di un ambiente opulento che anche attraverso e foto d’epoca restituisce l’immagine di una via italiana e milanese, percorsa in particolar modo proprio da Buffa e Cassi, all’ art déco di impronta neoclassica.

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